Francesco Ognibene, un uomo buono ed un urbanista colto e gentile: il ricordo della sezione Piemonte e Valle d’Aosta

21/03/2017
Francesco Ognibene
Molti di noi hanno conosciuto Francesco come socio INU, ma molti di più alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, come assistente – i più vecchi -,  come docente – i più giovani – , poi come collega, o presso l’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, ma soprattutto come amico.  Assistente del prof. Molli Boffa dapprima e successivamente del prof. Vigliano, con il quale collaborò anche professionalmente per la redazione del Piano Regolatore Intercomunale di Torino, poi docente di Progettazione urbanistica fino al 2000, generazioni di studenti lo ricordano per la passione e il rigore della sua didattica, la capacità di comunicare con semplicità e senza retorica questioni complesse. Questa capacità l’ha spinto anche a scrivere manuali di urbanistica per le scuole superiori e gli Istituti per geometri, più volte ristampati. Gli studenti ricordano anche le sue proposte di tesi su temi fortemente radicati nei territori piemontesi e nella loro storia, e sulle più generali tematiche dello sviluppo rurale e delle relative problematiche ambientali.

D’altra parte proprio le tematiche connesse allo sviluppo agricolo, alla pianificazione del territorio in funzione di tale sviluppo, ai temi ambientali e del paesaggio sono stati al centro di gran parte dell’attività professionale, di ricerca, pubblicistica ed anche politica di Francesco, ad esempio quando ha lavorato come consulente della Coldiretti, intervenendo anche con atteggiamento critico su delicate scelte infrastrutturali (autostrada Torino-Pinerolo); o quando ha collaborato alla formazione dei Piani Agricoli Zonali della Regione Piemonte proposti dall’ESAP. Anche nella redazione dei numerosi Piani Regolatori Comunali (Carignano, Chivasso, Pinerolo, Venaria, negli anni ’60, Bardonecchia, Borgomanero, Piossasco, Racconigi, Trofarello, Verzuolo, Viverone negli anni ’70, Barge, Ciriè, Rivalta negli anni ’80-‘90, Sestriere negli anni 2000), e di Piani di Recupero di Centri Storici (Collegno), una particolare attenzione è sempre stata rivolta verso i temi della tutela dei suoli agricoli, del verde urbano e dei parchi, della conservazione della risorsa suolo e del patrimonio storico, temi  importanti per lo sviluppo economico, ma anche per lo sviluppo sociale delle comunità locali.

A questo secondo aspetto Francesco ha dedicato in talune situazioni un interesse particolare che nasceva da sue convinzioni non solo disciplinari, ma anche politiche. E’ il caso del Comune di Carignano, comune dell’area metropolitana torinese, in cui dopo aver redatto il Prg, ha continuato a svolgere da un lato una sorta di ruolo di consulente per le questioni urbanistiche, anche in occasione della redazione della recente Variante strutturale allo stesso Prg approvata nel 2010, dall’altro lato un ruolo attivo di sostegno al gruppo locale che ha promosso la formazione del Museo Civico “G. Rodolfo” nell’ex Lanificio Bona recuperato, un ruolo in cui si sono intrecciate una volontà di andare oltre lo stretto lavoro professionale, che l’ha portato ad tessere nuove relazioni anche di amicizia, e la disponibilità ad offrire la propria capacità e la propria conoscenza dei luoghi per la costituzione di gruppi spontanei. Questa esperienza ha dato luogo anche ad una serie di ricerche pubblicate a cura del Museo (“Carignano: appunti per una lettura della città. Territorio, città e storia attraverso la forma urbana, l’architettura e le arte figurative.”) a cui Francesco ha collaborato.

La partecipazione di Francesco nella vita politica della Città di Torino fra gli anni ’80 e i primi anni 2000, ovvero al dibattito promosso sia a livello istituzionale sia in quello di gruppi informali, è stata attiva ma sempre orientata alla produzione di documenti programmatici, alla manifestazione di una posizione culturalmente e politicamente riformista, oltre che eticamente, tecnicamente e professionalmente qualificata. Un’attività forse poco nota, ma significativa, indirizzata soprattutto ai settori delle politiche della casa, a quelle sociali, della sanità, ecc., oltre che a quelle urbanistiche, con un orientamento prevalente rivolto all‘interesse collettivo, all‘inclusione e non alla contrapposizione o all’esclusione. E’ stata di questo tipo la sua partecipazione agli incontri interistituzionali, aperti anche a vari enti e associazioni, nel quadro della presentazione e discussione dei programmi delle FFSS per il nodo ferroviario di Torino, che porteranno alla sottoscrizione nel 1991 di un protocollo d’Intesa per le variazioni al progetto Passante in concomitanza con la formazione del nuovo Piano Regolatore; a tali incontri Francesco partecipò anche come Consigliere dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, ruolo ricoperto fra il 1964 e il 1966 ed ancora fra il 1994 e il 1996. Ed è stata dello stesso tipo la sua partecipazione all’attività di un gruppo di riflessione sulle politiche della città, che dalla seconda metà degli anni ’90 sino ai primi anni del 2000 ha fatto pervenire alla giunta Castellani proposte sui temi della casa, della scuola, della sanità per Torino.

La sua presenza nell’INU e nel Consiglio direttivo della Sezione Piemonte – Valle d’Aosta è stata costante ed impegnata quanto schiva. All’inizio degli anni 2000 ha coordinato un’attività di ricerca che la Sezione ha svolto per la Regione Piemonte, sui temi delle Riforme urbanistiche nell’ambito dell’ “Osservatorio regionale delle trasformazioni territoriali” (protocollo d’intesa tra la Sezione stessa e la Regione Piemonte), i cui risultati sono stati pubblicati in alcuni Quaderni di ricerca della Regione Piemonte.

Nel 2013 gli abbiamo chiesto di assumere il ruolo di Presidente Onorario della Sezione. Ha accettato, con quell’atteggiamento di entusiasmo e volontà collaborativa che gli era proprio, senza protagonismi, che invece non gli sono mai appartenuti.

Ciao Francesco, ci mancherai.

Il Consiglio Direttivo e tutti i Soci dell’INU Piemonte e Valle d’Aosta.

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